domenica 3 febbraio 2008

E il "Barbera" tornò a sorridere...

Splendida vittoria ieri!

Per il morale sicuramente.
Ma soprattutto per i tre punti.
E’ venuto il momento di rimboccarsi le maniche, profilo basso e pedalate lunghe.
Inviterei tutti i miei amici tifosi a mettere un attimo da parte ogni disquisizione tecnico-tattica e di concentrarsi sul momento particolare che viviamo da oltre un anno.

Ieri la partita era il bivio:

Da una parte l’inizio di una faticosa risalita, dall’altro il baratro, profondo, dal quale non sarebbe stato facile uscirne fuori.

Dopo un primo tempo in cui i ragazzi erano contratti e dominati dall’ansia di dovere vincere, il baratro l’ho visto materializzarsi davanti ai miei occhi:

Era quella palla che all’improvviso si dirigeva pericolosamente verso la faccia di Zaccardo costringendo lo stesso a proteggersi il volto con le mani.

Lì ho pensato che la sorte aveva deciso di voltarci le spalle.

Definitivamente!

La stessa fortuna che ci aveva sorriso durante la gestione di Colantuono adesso ci irrideva in maniera beffarda regalando un rigore ad un avversario che fin lì aveva mostrato di essere alla nostra portata.

Negli istanti preparatori al tiro del rigore ero immobile e guardavo quel che si stava svolgendo davanti ai miei occhi con profonda amarezza pensando che una sorta di maledizione senza fine si era oramai abbattuta sul Barbera e non voleva andarsene mai più.

Ma pochi attimi bastano per davvero a cambiare il corso di un cammino apparentemente e irrimediabilmente già tracciato.

Fontana para in modo strepitoso e lì capisco che la sorte ha fatto l’occhiolino.

E’ carnevale, ho pensato, ha voluto solamente spaventarci un po’.

Adesso si – ho pensato – adesso qualcosa cambierà

Con fatica e con sudore, certamente e con le unghie e con i denti, con la tensione che arrivava alle stelle, ma con l’intima convinzione che finalmente dopo tanto e tanto provare e riprovare, in mille modi e con tanti errori, ma con il cuore, con la voglia, con la rabbia di chi non vuole più soccombere, la palla dentro sarebbe arrivata.

E c’è tutta la nostra paura e tutta la nostra sofferenza in quell’urlo liberatorio di Miccoli sotto la curva.

E poi dopo il gol , basta con i ragionamenti logici, ci sarà tempo per questo.
Basta con le recriminazioni, con i se e con i ma.

Ieri si doveva lottare a denti stretti fino alla fine, senza mai abbassare la guardia, nemmeno per un attimo. dovevamo difendere ad ogni costo quel vantaggio prezioso come si difende una goccia di acqua nel deserto, si doveva lottare contro quei soliti fantasmi pronti a fregarci all’ultimo minuto.

Si doveva vincere, nient’altro che vincere, in qualunque modo ed a tutti i costi.
Per le discussioni ci sarà tempo, come ci sarà tempo per le recriminazioni di un anno perduto.

Oggi il nostro unico vero obiettivo è la salvezza, prima possibile, il resto, tutto il resto si vedrà dopo.

Il Barbera è tornato a sorridere – finalmente – il Barbera è tornato a gioire – finalmente – il Barbera si rinfranca, si rigenera, si tranquillizza, si riaccende di speranza – finalmente!

Grazie a Jimmy, grazie a chi come lui non si è voluto arrendere, grazie anche a chi è venuto a rimettersi in discussione in una piazza così passionale come la nostra, umorale e forse anche difficile.

E ieri Balzaretti ha fatto la differenza

Che splendido esordio il suo, ha dato il 1000 per 100, ci ha regalato grandi giocate di calcio sulla fascia sinistra come non se ne vedevano più dai tempi del migliore Fabio Grosso.

Umile ed intelligente

Ha capito ciò che veramente conquista il cuore dei palermitani:

Poche chiacchiere e lavoro, umiltà e voglia di volare

Ripartiamo da qua!
E noi veri tifosi del Palermo, che amiamo all’infinito la nostra squadra, smettiamola di chiedere ciò che per il momento è fuori dalla nostra portata.
Rimaniamo uniti nel silenzio e nel lavoro, andiamo avanti in questo cammino intrapreso con un'unica frase incisa indelebilmente nei nostri cuore:

FORZA PALERMO!



Cettina