Ancora una battaglia, ancora una sofferenza atroce, per avere ragione di un Cagliari, fanalino di coda, che non merita assolutamente quella posizione in classifica. Oggi un Palermo certamente rimaneggiato, con tantissimi assenti, ma soprattutto con tanta paura addosso da far tremare le gambe a tutti i suoi "interpreti". La gara inizia e il Cagliari, ben messo in campo, fà subito capire che non è venuto a fare le "barricate" per strappare un pareggio. Il Palermo se ne accorge, ma si accorge anche di avere dinanzi un pubblico (i 35.000 di una volta sono solo un lontano ricordo...) che non è più disposto a perdonare nulla. I primi passaggi sbagliati e comincia a piovere qualche fischio. Poi comincia lo show di Fontana, al quale prima Foggia e poi Jeda mettono i brividi con due bolidi da lontano che "nonno Jimmy" sventa da grande campione. Cominciano i malcontenti, molti sicuramente cominciano a intravedere il "fantasma" di un'altra giornata negativa.In panchina però non stiamo messi bene e comunque il modulo inventato da Guidolin non è poi così malvagio.
In difesa Barzagli non mantiene le promesse e Zaccardo e Biava fanno quello che possono. Bene i due esterni Cassani da una parte e Balzaretti dall'altra. Giornata da dimenticare per Simplicio. Non ne azzecca una e dopo i primi 45 minuti sarebbe da sostituire..ma con chi?? Cavani si spreme ma si lascia troppo spesso andare al "gioco di fino" che ora come ora non ha nessun senso. Ancora una prestazione da "pesce fuor d'acqua" di Jankovic tranne che per il gol, assistito con una magia da Cassani. Solito gran lavoro di Migliaccio che rimane comunque un comprimario non certo un centrocampista da serie A. Tedesco si danna l'anima. Forse unico vero "legato alla maglia" perchè "indigeno" e corre come un forsennato ma spesso gira a vuoto.
Ma finalmente e nel momento peggiore ecco il gol. Buona punizione del serbo Jankovic, tocco di sponda di Tedesco e incornata di Cavani per l'1 a 0 forse non proprio meritato. Ma la squadra ha almeno il merito di crederci e con una splendida azione di Cassani che libera Jankovic solo dinanzi a Storari, trova il raddoppio. Secondo tempo ancora in sordina. Arriva subito il gol del Cagliari che di fatto riapre la partita. Cavani non sente Fontana che gli chiede di lasciare la palla che sarebbe finita docilmente tra le sue mani e tocca quel tanto che basta per mettere il pallone nella propria porta.
Il Cagliari sembra crederci e la paura fa fischiare qualche volta di troppo il pubblico del Barbera. E' "l'apoteosi" quando Guidolin si "permette" di sostituire Jankovic con Bresciano...."Apriti cielo"...ma molti anzi..NESSUNO sa che Jankovic si era fatto male... Bresciano dà certamente più vivacita sulla trequarti e i nostri costruiscono un paio di occasioni per chiudere la gara: è invece ancora "nonno Jimmy" a scrivere la parola "FINE", sventando da campione al 94' il colpo di testa vincente dell'attaccante sardo. Poi il triplice fischio di un "mediocre" Morganti (non si spiega l'espulsione di Guidolin...).
Tre punti fondamentali, tre punti vitali, ottenuti contro un buon Cagliari, e soprattutto ottenuti con una squadra inedita per le tante assenze.
Ma i tifosi questo sembrano non capirlo e si "chetano" solo quando la squadra decide di rispondere portandosi sotto la curva, ma quanta tensione....
Guidolin si sfoga negli spogliatoi, dicendo che è diventato sempre più difficile giocare in casa con un ambiente forse un pò troppo ostile. Sicuramente è un allenatore che sente troppo l'ambiente e si fà troppo condizionare, ma è anche vero che il Barbera non è più quello di una volta.
Forse sarebbe il caso di tentare di "salvare" questa stagione e fare "buon viso a cattivo gioco" da parte dei tifosi, che forse tutti i torti non hanno ma che in questo momento probabilmente non aiutano.